CRITICA DELLA STORIA

Quaderni di studi storici

CHARLES DE GAULLE

de Gaulle

Gli ufficiali che da numerosi anni sono alla testa dell'esercito fran¬cese, hanno formato un governo. Questo governo, adducendo la scon¬fitta del nostro esercito ha preso contatto con il nemico per cessare i combattimenti.
Certo, siamo stati, e siamo, schiacciati dalle forze meccanizzate, ter¬restri e aeree del nemico. Più del loro numero, sono i carri, gli aerei, la strategia dei tedeschi che ci fanno indietreggiare. Sono i carri, gli aerei, la tattica dei tedeschi che hanno portato l'elemento sorpresa e spinto i nostri capi al punto da condurli là dove essi oggi si trovano.
Ma l'ultima parola è stata detta? Dobbiamo abbandonare ogni spe¬ranza? La nostra sconfìtta è defìnitiva e irrevocabile? No!
Parlando con cognizione di causa, vi prego di credere che nulla è perduto per la Francia. Gli stessi mezzi che ci hanno sconfìtto possono portarci un giorno alla vittoria.
Perché la Francia non è sola! Non è isolata. Ha dietro di se un gran¬de impero. Può far blocco con l'Impero britannico che controlla il mare e continua la lotta. Può, come l'Inghilterra, utilizzare senza limiti l'im¬mensa capacità industriale degli Stati Uniti.
Questa guerra non è limitata allo sfortunato territorio del nostro Paese. Questa guerra non è decisa dalla battaglia di Francia. Questa guerra è una guerra mondiale. Sono stati commessi errori, ci sono stati ritardi e indicibili sofferenze, ma ciò non impedisce la possibilità di far ricorso a tutti i mezzi al mondo necessari a schiacciare un giorno i nostri nemici. Folgorati oggi dalla forza meccanica noi potremo vince¬re nell'avvenire grazie a una forza meccanica superiore. Il destino del mondo è là.
lo, generale de Gaulle, attualmente a Londra, chiamo a raccolta gli uffìciali e i soldati francesi che si trovano in territorio britannico o che vi si troveranno in futuro, con le loro armi o anche disarmati, io invi¬to gli ingegneri e gli specialisti delle industrie d'armamenti che si tro¬vano in territorio britannico, o che vi si troveranno in futuro, a metter¬sI In contatto con me.
Qualunque cosa accada, la fìamma della resistenza francese non de¬ve morire e non morirà.

( Discorso radiofonico per la creazione dell'esercito)

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