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CRITICA DELLA STORIA

Quaderni di studi storici

HABEAS CORPUS ACT 1679

1. Quando una persona sarà munita di un habeas corpus indi¬rizzato ad uno sceriffo, carceriere od altro ufficiale, nei confronti di persona posta sotto la custodia di essi, e questo habeas corpus sarà presentato ai detti ufficiali o lasciato alla prigione ad uno dei sot¬toufficiali, questi dovranno darvi corpo nel termine di tre giorni da detta presentazione - tranne che l'arresto sia avvenuto per reato di tradimento o di fellonia espressa nell'ordinanza - in base all'offerta di pagare le spese necessarie per ricondurre il prigioniero, fissate dal giudice o dalla Corte da cui proviene l'habeas corpus e scritte in séguito al writ, spese che non potranno superare dodici danari per miglio, e dopo che sia data garanzia per iscritto di pagare ugual¬mente le spese necessarie per ricondurre il prigioniero, ove fosse neces¬sario; e, data altresì garanzia che il prigioniero non evaderà per via, si dovrà rimandare quest'ordine o writ e presentare l'individuo da¬vanti al Lord cancelliere o ai giudici della Corte da cui proviene il writ, o davanti ad altra persona che debba esserne edotta, secondo il contenuto del writ medesimo; l'ufficiale dovrà anche dichiarare il motivo della detenzione. Tale indugio di tre giorni è applicabile solo quando il luogo della prigione non è lontano più di venti mi¬glia da quello della Corte o da quello in cui risiedono i giudici. Se è lontano più di venti miglia e meno di cento, il carceriere o gli altri ufficiali avranno tempo dieci giorni, e venti oltre le cento mi¬glia.

2. Ogni writ d'habeas corpus recherà queste parole: per stat tricesimo primo Caro li secundi regis e sarà firmato dall'autorità da cui è emanato. Se una o più persone, come si è detto, sia imprigio¬nata o detenuta per delitto, esclusi i casi di fellonia o di tradimento indicati nell'ordine d'arresto, avrà il diritto, a meno che non sia già giudicato e condannato, o chiunque altro al suo posto, avrà il diritto di rivolgersi al Lord cancelliere o ad altro giudice di questo o di quel tribunale, ovvero ai baroni della Corte dello Scacchiere. Il Lord cancelliere, i giudici o i baroni sono obbligati a rilasciare - dietro esibizione della copia dell'ordine di imprigionamento o di detenzione o previo giuramento che queste copie furono rifiutate, e su richiesta per iscritto dei detenuti o di qualunque altra persona, comprovata da due testimoni presenti quando essa venne loro con¬segnata - una ordinanza di habeas corpus sotto il sigillo della Cor¬te, a cui appartenga uno dei giudici; il quale habeas corpus dovrà essere rimandato subito davanti al Lord cancelliere o ad un deter¬minato giudice o barone delle Corti; e dopo che il writ gli sarà stato presentato, l'ufficiale o la persona che lo presenta farà le veci del prigioniero dinanzi al Lord cancelliere o agli altri giudici, o dinanzi a quello stabilito dal writ medesimo e, allorché quest'ultimo sia assente, davanti a qualunque altro di loro, presentando sempre il writ e facendo conoscere le cause dell'imprigionamento e della de¬tenzione. Dopo di che, entro due giorni, il Lord cancelliere od altro giudice lascerà libero il prigioniero, ricevendo la sua cauzione e, per sicurezza, una somma quale verrà giudicata conveniente, avuto ri¬guardo a!1a qualità del prigioniero e alla natura del delitto, al fine di assicurarsi ch'egli comparirà alla prossima sessione innanzi alla .corte del Banco del Re o alla più vicina Assise o sessione o tornata della Corte di liberazione dei detenuti, nella Contea o nel luogo della prigione o dell'offesa commessa o dinanzi a qualunque altra Corte cui spetti prendere cognizione del delitto: il writ, come pure la cauzione, saranno presentati nella Corte in cui deve avvenire la comparizione. Tutto ciò non avrà luogo, ove sia provato ai detti cancellieri, giudici o baroni, che il prigioniero è detenuto in base ad una azione legale per cui egli non può dar cauzione, a seguito di una ordinanza firmata e munita di sigillo di alcuni dei detti giudici o baroni o di un giudice di pace.

3. Se una persona ha volontariamente tralasciato, durante due termini interi, dopo l'arresto, di chiedere un habeas corpus, non potrà più averlo nel tempo restante.

4. Se un ufficiale o il suo sostituto tralascia di obbedire al writ d' habeas corpus o di presentare il prigioniero in conformità al writ stesso o si rifiuta, a richiesta del prigioniero o di qualunque altra persona per lui, di liberarlo, o non lo libera nel termine di sei ore, fissato dall'ordine d'arresto o di detenzione, dovrà pagare alla parte lesa 100 Ls. per la prima offesa e 200 per la seconda e sarà giudica¬to inadatto ad adempiere al suo ufficio; queste indennità saranno ricevute dalla parte, dai suoi esecutori o dai suoi amministratori contro il colpevole, con l'azione concessa per debiti e in casi simili, in una delle Corti di Westminster. Una prima condanna sarà, a favore della parte lesa, una prova sufficiente di una prima offesa; una seconda condanna per qualsiasi offesa, avvenuta dopo il primo giudizio, sarà prova per una seconda.

5. Nessuno, messo in libertà in virtù di un habeas corpus, po¬trà nuovamente ess-ere imprigionato per lo stesso delitto, se non per ordine o per l'azione legale della Corte in cui è obbligato a ricom¬parire ... Se una persona imprigiona o fa imprigionare di nuovo scientemente per lo stesso delitto un liberato, come vien detto più sopra, sarà condannato a 500 Ls. verso la parte lesa.

6. Se una persona imprigionata per alto tradimento o fellonia dichiarata nell'ordine di arresto, domanda in piena Corte, nella prima settimana del termine o nel primo giorno della sessione delle Commissioni di inchiesta o di affrancamento generale, di essere chia¬mata in giudizio, la domanda non potrà essere rimandata ai termini o alle sessioni successive. I giudici del Banco del Re, la Commissio¬ne di inchiesta o qualunque altra sopradetta debbono mettere il pri¬gioniero in libertà, sotto cauzione, su di una richiesta inoltrata alla Corte, l'ultimo giorno del termine delle sessioni o delle sedute dalla Commissione di affrancamento generale, tranne che non ritengano i giudici, sotto vincolo del giuramento, che i testimoni dell'accusa non possono essere esibiti per lo stesso termine; e, se la persona imprigionata, come si è detto, non è, a sua richiesta di essere sotto¬posta a giudizio, processata e giudicata nel secondo termine, dovrà essere lasciata libera.

7. (Stabilisce che le norme di questo atto non sono applicabili per la liberazione di una persona detenuta non per imputazioni penali).
8. Un suddito di questo Regno affidato alla guardia di un ufficiale per motivo penale, non potrà essere messo sotto custodia di un altro ufficiale, se non in forza di un habeas corpus o di un altro writ legale, o quando il prigioniero è affidato al contestabile o ad un qualunque altro ufficiale inferiore perché sia tradotto in una prigio¬ne comune, o quando è inviato per ordine di qualche giudice d'As¬sise o giudice di pace ad una casa di lavoro o di correzione, o quando è trasferito da un luogo ad un altro della stessa Contea per essere giudicato, o nel caso d'un incendio improvviso, di una epi¬demia o di qualunque altra forza maggiore; e le persone che firme¬ranno o controfirmeranno un ordine per un trasferimento contrario a quest'atto, incorreranno, come l'ufficiale che lo eseguirà, nelle ammende sopradescritte, tanto per la prima che per la seconda offe¬sa in favore della parte lesa.
9. Toccherà ad ogni prigioniero ottenere il suo habeas corpus dal Cancelliere dello Scacchiere, dal Banco del Re o dalla Corte delle liti comuni: e se il Lord Cancelliere, o qualunque altro giudice o barone dello scacchiere in vacanza, su esibizione delle copie del¬l'ordine d'imprigionamento o di detenzione, o sul giuramento che queste copie furono rifiutate, ricusa egli stesso l'habeas corpus stabi¬lito da quest'atto, sarà condannato a 500 Ls. verso la parte lesa.
( omissis)

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